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IL PIANO QUADRO DI BOTTENAGO: OSSERVAZIONI DI IMPEGNO COMUNE E COMUNITA’ VIVA

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Dopo la sospensione del luglio 2013, il Comune di Polpenazze del Garda ha convocato per mercoledì 1 ottobre una Conferenza di Valutazione nella quale tutti i soggetti coinvolti nel processo di VAS saranno chiamati a prendere posizione in merito alla nuova versione della variante al PGT vigente, che propone la trasformazione ad uso industriale di oltre 82.000mq di area agricola della frazione Bottenago, in una valletta collinare che presenta pregevoli caratteristiche ambientali, agronomiche, paesistiche e naturalistiche.
Come in passato, anche questa volta i documenti progettuali prodotti e messi a disposizione dall’autorità procedente non sembrano voler tenere nel dovuto conto i vincoli imposti dalle strutture sovraordinate, nonché le osservazioni presentate dalle amministrazioni dei comuni confinanti e dalle associazioni del territorio che si sono espresse in virtù dei diritti loro garantiti dalla Convenzione di Äarhus.

In preparazione della Conferenza di Valutazione il nostro gruppo di lavoro, formato dai gruppi consigliari Comunità Viva ed Impegno Comune, dal comitato Monte Caprile, dall’associazione Scordium e dal Comitato Promotore Parco delle Colline Moreniche del Garda, ha preparato un nuovo documento che, dopo aver attentamente analizzato la documentazione ufficiale, mostra come le criticità presenti, spesso sottovalutate o addirittura ignorate, possano portare ad un serio, ulteriore e probabilmente irreversibile degrado di una delle zone paesaggisticamente più pregevoli della provincia di Brescia.

Il processo che ha portato alle attuali fasi della Valutazione Ambientale Strategica è lungo ed articolato. Le autorità sovraordinate, in particolare la Provincia di Brescia, avevano di fatto “congelato” già nel 2009 le trasformazioni proposte nel PGT, rilevando criticità sostanziali: l’analisi effettuata dimostra come il Piano Quadro Strategico oggetto della prossima conferenza VAS, nonostante le molteplici revisioni, non solo non risolve tali criticità, ma le amplifica e le peggiora secondo molti criteri oggettivi.

Al fine di assicurare un’ampia e trasparente condivisione del processo di valutazione, tali osservazioni sono state ufficialmente trasmesse, oltre che all’Amministrazione proponente, alla Regione Lombardia, ai settori Agricoltura, Ambiente e Territorio della Provincia di Brescia, ad ARPA ed ASL provinciali, alla Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio di Brescia e alla Soprintendenza Archeologica di Milano, nonché a tutti i Comuni contermini.

Nella relazione sono state prese in esame le principali criticità del Piano Quadro Bottenago (i temi del traffico e della viabilità, dell’impatto acustico e dell’inquinamento atmosferico, le questioni legate alla legge europea sulle “infrazioni idriche” o quelle relative la problema del consumo di suolo agricolo di pregio, le problematiche di natura idrogeologica), individuate numerose incompatibilità rispetto a precedenti disposizioni o pronunciamenti di enti competenti o sovraordinati (le prescrizioni delle vigenti autorizzazioni AIA, i rilievi contenuti nei pareri già espressi dalla Soprintendenza BAP e dalla Provincia di Brescia, l’incongruenza rispetto agli obiettivi delle Reti Ecologiche, a livello regionale e provinciale) e riscontrata l’assenza, nel Rapporto Ambientale della VAS, di specifiche valutazioni rispetto alla sostenibilità ambientale delle attività produttive che verrebbero condotte in loco dal gruppo RMB S.p.A. che, come traspare dagli atti, risulta essere ormai il proponente unico del Piano Quadro.

A fronte di questi riscontri, chiediamo quindi che gli Organi Amministrativi sovraordinati sospendano questo processo di VAS e diano inizino un percorso di studio approfondito delle criticità qui rilevate.

L’obiettivo di tale attività non è quello di fermare qualunque piano di sviluppo, bensì di inquadrarlo in un’ottica di bilanciamento tra le esigenze del territorio e quelle dell’imprenditoria.

Crediamo sia possibile favorire la ricerca di soluzioni alternative al piano proposto, che da un lato salvaguardino l’ambiente e dall’altro tengano conto delle legittime esigenze degli imprenditori.

Per perseguire questo obiettivo in maniera fattiva ci permettiamo di suggerire le seguenti azioni:
a) Le Amministrazioni sovraordinate rispetto a quelle comunali (Regione, in primis) dovrebbero svolgere un ruolo di coordinamento in questa delicata fase per lo sviluppo del nostro territorio, in modo da re-indirizzare le nuove istanze di trasformazione industriale verso le aree già trasformate ed al momento inutilizzate invece di trasformare irreversibilmente aree di pregio del nostro territorio. I siti produttivi, inoltre, risulterebbero più efficienti anche dal punto di vista imprenditoriale, pur riducendo nel contempo gli impatti verso i centri abitati e il paesaggio, se i criteri per la loro localizzazione tenessero conto della contiguità a nodi primari delle reti infrastrutturali (tangenziali, autostrade, ferrovia).

b) È necessario che prima di avviare processi di trasformazione del territorio così importanti vengano realizzate e messe in funzione le opere infrastrutturali necessarie, a partire da quelle viarie e idriche, in ottemperanza della normativa comunitaria divenuta ormai cogente anche per il nostro Paese.

c) In quanto coordinatrice del processo, la Regione dovrebbe istituire un tavolo di lavoro che coinvolga non solo i comuni direttamente confinanti con l’area in questione, ma tutti i comuni interessati (economicamente, amministrativamente ed ambientalmente) dalle eventuali trasformazioni: in questo caso cioè, tutti i comuni che geograficamente si collocano nel bacino della Valtènesi e nel contiguo tratto della valle del Chiese.

d) Gli studi ufficiali hanno accertato che già oggi esiste un intensissimo flusso veicolare generato dagli attuali insediamenti produttivi siti in Bottenago in transito nell’abitato di Carzago Riviera. È pertanto necessario istituire quanto prima un piano di monitoraggio ambientale permanente, in primo luogo per ciò che riguarda la qualità dell’aria (PM10, PM2 e vari inquinanti generati da traffico veicolare), nelle zone più critiche interessate dal traffico, in modo da analizzare approfonditamente le criticità emerse dallo Studio sul Traffico e predisporre, se necessari, i provvedimenti del caso.

Martedì 23 settembre le analisi e le considerazioni sin qui esposte sono state condivise, durante un proficuo incontro in Regione Lombardia, con i consiglieri Agostino Alloni e Gian Antonio Girelli: le azioni suggerite si sono rilevate del tutto allineate, non solo con gli obiettivi e i modelli operativi allo studio del Consiglio e della Giunta Regionale nelle proposte di legge per il contenimento del consumo di suolo e per la riforma della legge urbanistica regionale, ma anche con i principi e gli strumenti della recente Legge Regionale 11/2014 “Impresa Lombardia”.

Giorgio Frassine, “Comunità Viva” Polpenazze

Anna Maria Fracassi, “Impegno Comune” Calvagese

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